
Risulta oltremodo
affascinante, quasi intrigante avvicinarsi alla storia ed all’arte non solo dei
grandi avvenimenti o delle opere più celebrate e conosciute, ma anche dei fatti
minori o di piccole opere quali un santuario e la “sua” arte in un paese di
provincia con meno di 2000 anime. Essi rappresentano il passato, la memoria, il
segno tangibile di una presenza e di una tradizione secolare, fatta di lavoro,
d’impegno, di una fede sincera, intensa e profonda per la nostra Signora Maria
SS. dell’Abbondanza, mai venuta meno pur attraverso i cambiamenti che l’uomo e
il tempo hanno prodotto. E’ arduo ma stimolante immaginare quale valore avesse
per i nostri antenati il santuario e il suo “contenuto” quando era possibile
soltanto avvicinarsi occasionalmente e con paura alla realtà circostante: il
solo “viaggio” a Nola era già un impegno di una certa entità. Si riusciva a
reperire un foglio di giornale per giungere poi lentamente, con l’invenzione
della fotografia, a qualche sbiadita immagine in bianco e nero. Siamo a
Internet, con un po’ di fantasia (e se fosse realtà ?) pensiamo ad un marzanese
che risiede in un stato lontano, in Europa, in America, in Asia etc.etc.
discendente di quel nostro concittadino che riusciva magari una volta all’anno
a recarsi nella vicina Nola: aiutiamolo a ritrovare le sue origini attraverso
le immagini e lo scritto, anche questo sarebbe un segno di fede e di bontà.
La Chiesa, da quando è
dato di leggere sul sagrato, fu costruita nel 1453. Alcuni secoli dopo, e
precisamente nel 1818, fu adornata di un nuovo tempio, fatto edificare, dopo
vari tentativi, dagli appartenenti alla congrega e formato da una volta
sostenuta da quattro colonne rotonde. Anche a seguito di un incendio nel 1830,
la chiesa ebbe degli interventi ma e’ nell’anno 1904 che viene restaurata
internamente ad opera della confraternita e poi nel 1958 ad opera di privati.
Sul frontone vi è un piccolo
campanile con cupoletta; sul sagrato un pozzo di pietra viva. L’entrata è un
arco a tutto sesto e su di esso poggia un quadro raffigurante la Madonna con
bambino, Sant’Andrea e Sant’Antonio. La facciata è molto semplice e, oggi, nello
stato in cui si trova non presenta nulla di artistico. Dal sagrato si entra in
piccolo pronao che immette nell’unica navata; su di esso si trova l’organo con
la schola cantorum.
La
chiesa presenta una sola navata ai cui lati vi sono otto affreschi che
rappresentano:
Lo sposalizio della Vergine – la presentazione di Gesù al
tempio – la visita a S. Elisabetta – la nascita di Gesù – l’Annunciazione – la
presentazione di Maria al tempio – l’Assunzione.
Appena
accennati e sormontati da capitelli ionici con festoni, tra gli affreschi,
troviamo sei pilastri. Su questi ultimi poggiano architravi e cornice a fregio
semplice. Al di sopra della cornice vi sono otto finestroni rinascimentali,
intervallati da una seconda serie di pilastri di stile indefinito.
Al
di sopra dei finestroni possiamo osservare dodici medaglioni intorno alla
navata, raffiguranti i dodici apostoli e tra i medaglioni scene raffiguranti le
<<Litanie alla Vergine>>.
Il soffitto è liscio, con un dipinto raffigurante alcuni
confratelli in adorazione ai piedi della Vergine che ai lati ha S.Andrea e S.
Antonio in un coro di angeli con lo Spirito Santo.
Il pavimento, risalente
al 1848, è di maiolica colorata con al centro una stella con le quattro
stagioni. Lungo le pareti vi sono dei sedili di legno intagliato, ove ancor
oggi siedono i membri della confraternita, e che furono là installati nel 1843 da Don Michele
Corbisiero.
La navata termina con un
arco a tutto sesto e sui pilastri che
reggono tale arco vi sono, una per lato, due nicchie che ospitano le statue di
S. Andrea apostolo e Sant’ Antonio da
Padova, donate nell’aprile del 1850 dal decano della Cattedrale di Nola, Don
Ponziano Baltrani. L’arco suddetto divide la navata dal presbiterio che, sulla
destra di chi entra, presenta un pulpito con baldacchino costruito nel 1926, di
stile diverso da quello della chiesa.
La parte anteriore del
presbiterio presenta sul lato destro un quadro raffigurante l’Adorazione dei
Magi; sotto di esso una tomba. Sul lato sinistro vi è un altro arco a tutto
sesto con puttini e motivi floreali che immette nell’unica cappellina laterale,
separata dal presbiterio con un cancelletto di ferro; ed in essa si trova un
altarino con quadro raffigurante la Vergine con Sant’Antonio e Sant’Andrea. Il
soffitto, a cupola, è alquanto
semplice, alle pareti vi sono ex-voto.
A sinistra e a destra del presbiterio troviamo 2
finestroni. La seconda parte è separata dalla prima da cinque scalini, un arco
ed un cancelletto di ferro; sull’arco i soliti motivi ornamentali. In questa
seconda parte si trova quel famoso tempietto avanti menzionato, sostenuto da
quattro colonne il cui stile è composito, cioè tipico del primo rinascimento.
Sotto la cupola del tempietto è situato un altare sovrastato da una nicchia in
cui è posta la statua di Maria SS.dell’Abbondanza. La cupola s’innalza su quattro
archi a tutto sesto ornati di festoni. Sotto la medesima vi sono medaglioni con
motivi floreali. Il soffitto della prima parte del presbiterio è una cupola e
presenta quattro medaglioni a bassorilievo con volute e al centro lo Spirito Santo tra gli
angeli. Sull’arco che immette nella seconda parte vi è un affresco raffigurante
la Vergine, Sant’Antonio, Sant'Andrea e ai lati due Angeli.

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N.Carlo
A.Claudio
Luciano Laky Strike